La sindrome da tramonto è un disturbo che colpisce principalmente le persone con Alzheimer o altro tipo di demenza che al calar del sole manifestano un peggioramento dei sintomi della malattia

Quando la luce naturale si abbassa e inizia il crepuscolo chi soffre di Alzheimer può esternare un aumento dell’ansia, una aggressività più marcata e un peggioramento dei sintomi neuronali in generale, che provocano malessere al paziente e sono di difficile gestione da parte dei caregiver.

Questo capita perché la carenza di luce rende più difficile individuare i punti di riferimento stabili acuendo il senso di disorientamento spazio-temporale, tipico di questa malattia, che sommandosi alla stanchezza serale di fine giornata porta ad un peggioramento della sintomatologia legata alla malattia.

I malati, in alcuni casi, possono esternare il disagio che provano con comportamenti violenti o ripetitivi (camminare avanti e indietro o dondolare su una sedia), crisi di pianto, gridare, seguire il caregiver in modo ossessivo e arrivare ad avere allucinazioni e deliri, oltre ad uno stato costante di agitazione, irrequietezza e confusione.

LA GESTIONE DELLA SINDROME DEL TRAMONTO

Le strategie fondamentali di gestione della sindrome del tramonto sono rivolte all’agire sulle cause ambientali scatenanti, modificando abitudini e comportamenti di vita quotidiana, in modo tale che il paziente viva un minor disagio possibile.

Grande importanza va data all’ambiente in cui vive il malato e allo stile di vita che conduce.

I consigli dei medici sono di coinvolgere il paziente in attività quotidiane e fargli praticare un esercizio fisico leggero che lo porti ad essere sufficientemente stanco alla sera cercando di evitare i “riposini pomeridiani”, contenere rumori forti o stimoli visivi nelle ore serali, evitare l’assunzione di bevande eccitanti e anzi introdurre l’abitudine di bere tisane rilassanti come routine quotidiana e mantenere la casa illuminata.

IL RUOLO DEL CAREGIVER

Fondamentale anche l’atteggiamento del caregiver che deve rivolgersi alla persona malata usando toni tranquilli e soprattutto rassicuranti, cercando di non reagire davanti ai comportamenti particolarmente agitati, ma mostrandosi accomodanti ed accoglienti nei momenti di particolare difficoltà.

IL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

La gestione della sindrome del tramonto in pazienti predilige approcci non farmacologici dato che ad oggi mancano ancora gli studi scientifici sufficienti sull’efficacia effettiva dei trattamenti disponibili. Principalmente si usano integratori/rimedi naturali atti a favorire il sonno e il rilassamento, quali melatonina o infusi di valeriana/passiflora o escolzia.

I farmaci di supporto per i casi più gravi sono quelli specifici per la demenza di base o per i sintomi comportamentali che mirano a gestire sia l’agitazione che i disturbi del sonno.

La ricerca sottolinea l’importanza di un approccio individualizzato, dove il supporto del caregiver e la gestione ad hoc dei fattori ambientali rimangono il pilastro fondamentale della gestione del malato nel suo ambiente domestico.

La sindrome del tramonto non è di semplice gestione per i familiari del malato e si rischia che l’assistenza diventi un carico troppo oneroso da gestire da soli. In questi casi è meglio appoggiarsi a dei professionisti del settore che offrano un supporto a casa, coadiuvando i parenti nella cura del proprio caro con personale qualificato

La nostra cooperativa PASSION FOR CARE, attiva dal 2014 sul territorio, offre esperienza e  competenza attraverso una completa gestione organizzativa, amministrativa e burocratica con la  proposta di “BADANTE X TE”.

 

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